Igor Tudor
Igor Tudor (lanotiziasportiva.com)

Tudoriani bianconeri: i tre leader spirituali della nuova Juventus

Appartenenza, resilienza e rabbia: tre qualità fondamentali per chi vuole incarnare la juventinità. Ecco i giocatori simbolo su cui Tudor può costruire il suo nuovo corso.

Con l’arrivo di Igor Tudor, la Juventus ritrova un condottiero che conosce bene il peso della maglia bianconera. Il suo celebre gol al 93′ contro il Deportivo La Coruna nel 2003, dopo due anni tormentati da infortuni, racconta molto del suo spirito: sacrificio, cuore e voglia di non mollare mai. Lo stesso spirito che il tecnico croato vuole vedere nei suoi uomini. E in rosa ci sono tre giocatori che, più di altri, sembrano rispecchiare questi valori.

FEDERICO GATTI: DALLA PROMOZIONE ALLA FASCIA DA LEADER

Il difensore ex Frosinone rappresenta alla perfezione il concetto di resilienza. Dai campi polverosi della Promozione al ruolo di perno della difesa juventina, Gatti è il simbolo di chi ha lottato per guadagnarsi ogni centimetro. Un guerriero silenzioso, rispettato dallo spogliatoio e dai tifosi, tanto da essere l’unico risparmiato dai fischi dopo la disfatta contro l’Atalanta. Con Tudor, Gatti potrebbe diventare il leader spirituale della retroguardia, valorizzato da un sistema che premia l’intensità e la marcatura a uomo.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, nell’articolo a firma di Fabio Russo, Gatti è tra i giocatori che meglio incarnano lo spirito tudoriano.

Federico Gatti
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MANUEL LOCATELLI: IL CUORE BIANCONERO CHE NON TREMA

Secondo solo a Gatti per minuti giocati con Motta, Locatelli ha sempre mostrato attaccamento alla maglia e grande senso di responsabilità. Anche nei momenti difficili, come dopo l’eliminazione dalla Champions per mano del PSV, ha sempre messo la faccia, anche scontrandosi pubblicamente con il suo allenatore. Figlio di juventini, tifoso fin da bambino, ha tutte le carte in regola per diventare l’anima del centrocampo di Tudor, pronto a trasmettere ai compagni il DNA bianconero.

Manuel Locatelli
Credit Instagram Manuel Locatelli (Lanotiziasportiva.com)

DUSAN VLAHOVIC: RABBIA E REDENZIONE AL SERVIZIO DI TUDOR

Tra i nomi che Tudor stima da tempo c’è proprio quello del centravanti serbo. Già nel 2022, quando guidava il Verona, dichiarò che per lui Vlahovic era l’attaccante più forte della Serie A, superiore perfino a Osimhen. Oggi, dopo mesi da separato in casa sotto Motta, Tudor gli chiederà di convertire la frustrazione in fame agonistica. E se guardiamo ai precedenti, i numeri parlano chiaro: Tudor ha sempre esaltato i suoi centravanti, da Okaka (14 gol in 20 gare a Udine), a Simeone (17 al Verona) fino ad Alexis Sanchez (18 al Marsiglia).

Juventus
Fonte: profilo X Juventus

UNA NUOVA JUVE RIPARTE DALLA SUA ESSENZA

In Gatti, Locatelli e Vlahovic, Tudor ha trovato i suoi alleati più preziosi. Tre uomini diversi, ma accomunati da un filo conduttore: la volontà di dare tutto per la maglia. Saranno loro a dettare il ritmo emotivo della nuova Juventus, con l’obiettivo di riportare in campo quello che da troppo tempo era rimasto solo uno slogan: “Fino alla fine”.

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